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Cambiare..........Cambiare..........Cambiare..........

Cambiare..........Cambiare..........Cambiare..........

Si! Tutti dicono di Cambiare, ma Cambiare cosa, Cambiare come, Cambiare chi? A parte il rischio di danneggiare ulteriormente la situazione economica esistente, non appare semplice in una Azienda identificare i fattori che debbono essere cambiati.

Queste sono le perplessità dei Manager attuali. OK. Giuste osservazioni. Le perplessità imperano soprattutto se si resta nell’ambito del modo di intendere il Management che ha regnato fino ad oggi.

Per modificare occorre un Cambio di Mentalità Aziendale che segue quello dei Consumatori. Un cambio di cultura che comporta il coinvolgimento delle maestranze ed influisce sul destino dell' Azienda.

Si! Bello!!.... Forse……, ma come attuare questa Trasformazione?

Certamente non è un atto che viene attuato dall’oggi al domani. E’ un percorso che impone una conoscenza molto profonda del mezzo su cui siamo (l’Azienda), dei nostri compagni di viaggio (Dipendenti, Manager inclusi), e che la Meta, il Fine vengano percepiti da tutti come vantaggiosi.

Le aziende italiane soffrono di un verticismo non più accreditabile, le funzioni aziendali sembrano sclerotizzate, la flessibilità è un miraggio, le Comunicazioni(interne) sono bloccate da invisibili fili di potere...... 

L’Organizzazione nel Nuovo Management vede un solo punto apicale e tanti Comitati Direzionali che si riuniscono con frequenza per valutare nuove proposte e lavori in atto. Quindi un appiattimento dei vari gradi nella piramide gerarchica aziendale e "parità" tra tutti i lavoratori in modo da  coinvolgere tutto il personale per disporre di una più vasta platea da cui attingere idee e strategie. Oggi un’idea che proviene “dal basso” deve superare mille ostacoli e quando giunge al vertice trova molte paternità provocando disamore in chi la ha effettivamente generata.

Si tratta di un nuovo modello in cui i Dipendenti debbono svolgere un intenso ruolo di collaborazione  realizzando coscientemente il proprio lavoro con l’obiettivo comune di far progredire l’azienda. Questa organizzazione comporta una maggiore autogestione  del Personale e si basa sulla delega di Fiducia da parte dell' Azienda: Manager verso il semplice Dipendente, Vertici verso i Manager con il dovuto buonsenso che impone comunque che esistano responsabili di funzioni.

Per la realizzazione di questa opportunità si deve iniziare dall’esame dei possibili ostacoli che nell'ordine sono rappresentati dagli Stakeholders, dai Manager e dai Dipendenti. Certamente gli stakeholders vogliono conoscere molto approfonditamente l’iniziativa e occorre convincerli che in un tempo prefissato il nuovo sistema offrirà benefici che si traducono in remunerazioni economiche superiori rispetto a quelle attuali. Approvazione  che in realtà sarà più semplice di quanto si pensi in quanto si è già coscienti che tra qualche anno tutto il sistema produttivo si sarà rigenerato ed occorre adeguarsi.

Il secondo parametro da affrontare è rappresentato dalla Cultura interna e dalla Disponibilità al cambiamento che coinvolge i Manager ed i Dipendenti.  Solo qualche  Manager " Anziano” sarà forse ostile alle riforme perché ha qualche timore di perdere potere, quel potere che inibisce lo sviluppo di Nuove idee. I progressisti  potranno offrire con il tempo, non solo apporti concreti al nuovo corso, ma contribuiranno al suo successo.

Infatti suona semplice, ma come cambiare la "vecchia" mentalità? I Vertici dell' Azienda debbono intervenire per imporre il "new deal" imperniato sulla necessità di "osare", "rischiare", "emergere" che  ordinerà alla classe dirigente di intraprendere un nuovo sistema di Management.

Come reagiranno i Dipendenti al nuovo sistema di Relazioni aziendali?

I Dipendenti in generale aderiranno positivamente all’iniziativa perché hanno meno vincoli, possono  esprimere le loro idee, manifestare liberamente quali siano le loro attitudini e svolgere mansioni più affini alla loro competenza e capacità, salvo quelli ideologicamente legati ad una visione "Azienda/Dipendente" che hanno la mentalità dei frenatori in quanto vedono che le due figure seguono fini completamente diversi.

Pertanto occorre offrire nuove opportunità ai lavoratori e riorganizzarli secondo le loro capacità manuali ed intellettuali. A tutti deve essere data la possibilità di intervenire con proposizioni migliorative nel ciclo produttivo dell’azienda creando un Clima di maggiore comprensione, riconoscendo meriti con incentivazioni concrete e permeare l'Azienda del nuovo ideale societario basato su coinvolgimento e collaborazione.

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