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Management in Letargo: Sveglia

Management in Letargo: Sveglia

Non vogliamo parlare di crisi. Ma in questo lungo periodo, il letargo mentale ha impedito di pensare al Futuro. Il tentativo di porre qualche rimedio anche se provvisorio alle necessità incombenti dal 2010 in poi, non ha permesso di svolgere un’azione prospettica per la valutazione dell’ambiente post crisi.

Si può prevedere qualche cambiamento nelle priorità di acquisto da parte dei consumatori, ma con franchezza non disponiamo di mezzi per conoscere il vero orientamento, anche perché gli stessi consumatori non manifestano indicazioni di qualche tendenza in quanto contagiati dalla inerzia profonda nell’affrontare spese di qualsiasi natura.

Vale la pena allora guardare all’interno dell’ azienda e valutare la capacità dell’Organizzazione a rispondere alle eventuali nuove necessità della clientela. In una parola che grado di flessibilità ha la nostra azienda, quali sono i vincoli strutturali che impedirebbero di fronteggiare le varie ipotesi di soddisfare nuove richieste.

Esaminare i vincoli strutturali è relativamente semplice, ma i tempi necessari per limitare il loro peso sono notevoli e pertanto bisogna prevederli per accorciare il periodo che intercorre tra la nuova Domanda e la possibilità della Offerta da parte della azienda.

Non sappiamo cosa accadrà? Bene facciamo un paio di ipotesi e vediamo come reagirebbe la nostra azienda.

Ad esempio consideriamo:

 A - Lento ri-avvio degli acquisti e situazione generale stagnante;
 B - Introduzione di nuovi prodotti da parte della concorrenza; nuova tendenza del Consumatore.

Fermiamo solo a queste ipotesi quanto potrà accadere prossimamente. La situazione di cui in A) offre la possibilità all'azienda di guardare al proprio interno rendendosi consapevole dell’ indebolimento tecnico-culturale intervenuto durante il periodo di crisi dovuto all’uscita di veterani con capacità concrete, non compensate da nuove entrate, molto spesso causate dal blocco di nuove assunzioni.

Occorre, dotarsi di nuove figure competenti, anche distratte dalla Concorrenza, che non solo ristabiliscano l’equilibrio necessario, ma apportino idee e metodi innovativi per lo svolgimento delle attività. Idee che possano soddisfare il new deal dei consumatori che sicuramente si orienteranno verso la Qualità e la Concretezza che impongono di aggiornare soluzioni e metodi già in atto mediante nuove  attuazioni tecnologiche. Pertanto presenza sul mercato con una nuova Comunicazione e con Sensori per valutare eventuali tendenze e Disponibilità ad utilizzare nuovi Metodi.

A maggior ragione le iniezioni di nuova linfa sono necessarie nell’ipotesi B).

Ci troviamo infatti molto esposti se siamo rimasti alla finestra ad aspettare. La Concorrenza ha messo già in atto un’offerta. Certamente si è esposta, ha cavalcato un rischio, che però ha saputo valutare per tempo. La sua innovazione, probabilmente non è esattamente quella che i nuovi consumatori si attendevano, ma con opportuni mezzi di comunicazione è riuscita ad imporla, scalzandoci dal mercato. I loro prodotti non sono migliori dei nostri, ma sono diversi e soddisfano la necessità di “Nuovo” che il consumatore cerca nel l dopo crisi.

Bene! Anzi Male! Potranno i nostri vincoli organizzativi, tecnologici, logistici fronteggiare quest’ultima situazione? Quanto tempo occorrerà prima di essere di nuovo competitivi sul mercato?

Conclusione. E’ necessario avviare un’opera di innovazione completa in tutti i settori nei momenti in cui il Mercato langue. Non è solo un’azione che interessa i macchinari e le attrezzature, ma anche la cultura di impresa che, si deve adeguare ad una battaglia più effervescente, mentre invece si va assopendo in lieve torpore. Se l’Azienda ha saputo in passato sfruttare al meglio la sua posizione di leader o simile, non può pretendere supinamente che questo privilegio continui ad esistere in un prossimo futuro. Quindi adeguare l’Organizzazione aziendale in modo più snello e flessibile,  dare maggior fiducia a manager e quadri intermedi, inserire personale competente con Idee Nuove.

 

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