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Un pò di Previdenza Finanziaria ci protegge dal Futuro

Un pò di Previdenza Finanziaria ci protegge dal Futuro

In questo periodo di crisi parlare di Previdenza finanziaria è quanto mai anacronistico in quanto c'è penuria di lavoro.

Educazione finanziaria intesa come capacità di saper fronteggiare con correttezza e lungimiranza gli aspetti economico finanziari nelle varie fasi della vita. Si tratta di una specie di autotraining per accrescere la consapevolezza delle proprie capacità economiche proiettate in un futuro più o meno lontano in termini di Previdenza.

La nostra tesi è che la Società dovrebbe avere una maggiore cultura per il risparmio per mantenere più o meno costante il proprio livello di consumi nel tempo, in modo da non subire contraccolpi psicologici sulla eventualità di dover ritornare ad uno stile di vita più sobrio rispetto a quello a cui si era pervenuto.

Una propensione a costituire delle riserve finanziarie dovrebbe essere insita in ogni periodo della propria vita per poter fronteggiare eventuali riduzioni della propria capacità di spesa o per far fronte ad eventualità impreviste.

La percezione di questo assunto varia in base all’età (e dalla disponibilità di un reddito): un giovane a 30 anni non è in grado di pensare al periodo del suo pensionamento, quando percepirà un importo pari al 50% del suo stipendio. E pertanto non accantona eventuali risparmi. Ma a trent’anni si vuole costituire una famiglia, avere dei figli, dare libero sfogo a qualche desiderio. Per tutto il periodo dei “trenta” si spende quanto si guadagna per le reali necessità del periodo.

E a 40 anni, quale tipo di reazione si potrà avere nel limitare la villeggiatura, un viaggio, perché dietro l’angolo la vita è piena di imprevisti? Senza dubbio nella realtà italiana, sarà molto tiepida. E così durante i quaranta si tolgono certe soddisfazioni e il futuro è celato dalla voglia di vivere con gioia il momento, supportato anche da un maggiore benessere economico.

Però occorre trovare una misura.

Forse a 50 anni cominci a pensare anche al tempo della pensione, ma questo aspetto è insito solo nelle persone molto previdenti. E’ un periodo in cui ormai il proprio ruolo in azienda comincia a vacillare, i figli sono abbastanza grandi e sono sempre più indipendenti; si cercano delle compensazioni psicologiche che si ottengono spendendo danaro, le gratificazioni debbono essere immediate in quanto non tutte le aspirazioni sono state soddisfatte. Si spende di più per compensare qualche delusione.

Ed ecco i 60. Si è improvvisamente catapultati in pensione (Fornero permettendo). L’enfasi del Tfr dopo poco tempo va ridimensionandosi, le entrate saranno inevitabilmente decurtate e anche le probabilità di eventi negativi si incrementeranno. Si potrebbe dover ridurre lo standard di vita per un periodo lungo (dai 65 agli 80/90 anni). Forse avremo minori esigenze.........

Certamente occorre proteggersi in tempo per affrontare aspetti negativi, senza, nello stesso tempo, vegetare per tutta una vita per mantenere lo stesso grado di stabilità economica. Esistono momenti di gioia che vanno enfatizzati anche con qualche “cicalata” che serve a compensare psicologicamente i periodi bui. Entro certi limiti non potrà essere effettuata una vita completamente da formiche, ma.....  E’ questione di misura.

Con l’esclusione di una piccola percentuale costituita dagli Abbienti/Benestanti, la gran parte della popolazione tenta di superare l'attuale periodo, orientandosi a vista, giorno per giorno indipendentemente dalla fascia di Età di appartenenza, ma il Futuro è dietro l'angolo per tutti.

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